Festa della Mamma 2013: intervista a Paola Noè
Celebrando la Festa della Mamma 2013 abbiamo pensato di raccontare un nostro recente e speciale incontro: Paola Noé mamma e Paola Noe ideatrice del progetto Unduetrestella. Come convive questo binomio in Paola Noé?
Quando sono nate le mie bambine (Carlotta 2006 e Amalia 2007) continuavo a fare il mio vero lavoro, critica d’arte e curatrice di arte contemporanea. E intanto facevo la mamma. Ho avuto la fortuna incredibile di capire il potere dell’arte contemporanea per un bambino. Carlotta, una mattina, in bagno, gettando un’occhiata sulla copertina di Flash Art con il teschio di Damien Hirst, mi ha detto con tranquillità: “Mamma, che brutti denti!”. Mi sono resa subito conto che proprio i denti di cui lei mi parlava erano l’unica cosa “umana” e perturbante (per dirla alla Lacan) di quel teschio. Mi sono resa conto che mia figlia aveva colto un senso importante. Ho pensato quindi di unire l’arte contemporanea al mondo dell’infanzia. In Italia l’arte contemporanea è un po’ un mondo a se stante e soprattutto non è così vicino al mondo dell’infanzia. E’ nato unduetrestella, un progetto curatoriale che invita artisti a immaginare di creare un’opera d’arte per la camera di un bambino. Non mi interessa una soluzione decorativa ma progetti che insegnano ai piu’ piccoli che nel mondo esiste qualcosa che si chiama arte contemporanea.
L’arte contemporanea è il punto di partenza e forse anche la costante nella sua vita, qual è la sua personale interpretazione di design a misura di bambino?
Penso di non essere in grado di vivere senza arte contemporanea, senza arte in generale. Per me l’arte, e soprattutto quella contemporanea, è un valore, un linguaggio e uno strumento unico per interpretare e leggere in modo diverso la realtà che viviamo. Per questo motivo credo nell’importanza che i bambini conoscano l’esistenza dell’arte contemporanea, e quindi del design e di tutte le ricerche verso il bello e l’estetica. Per me il design a misura di bambino non debba per forza essere la miniaturizzazione del design per adulti. Non vuole dire la versione “mini” di un oggetto di design. Ovviamente è anche divertente un’interpretazione di questo tipo ma non deve essere la sola. Le più riuscite creazioni di design per bambini sono prodotti e oggetti che sanno coniugare funzionalità e poesia in modo da aiutare i bambini a crescere con un’attenzione nuova nei confronti delle forme e della bellezza. Deve essere un oggetto che sia capace di crescere con loro.
Il panorama italiano del design per bambini offre grandi icone come Bruno Munari e Enzo Mari, ma è al livello globale che lei trova la sua ispirazione e importare l’arte internazionale in Italia. Come immagina i futuri spazi dei nostri bambini?
Noi abbiamo avuto dei grandi maestri che hanno guardato al mondo dell’infanzia in modo straordinario. Per anni pero’ in Italia si faceva fatica a pensare a un design per bambini. Come mi capita di dire spesso, le mamme italiane sono state salvate dall’Ikea. E’ ovviamente una provocazione ma è indubbio che all’estero è più comune parlare di design per bambini e trovare soluzioni di design per l’arrendamento di spazi e camere dedicati a loro. Per non parlare della ricerca di materiali, di produzioni sostenibili eccetera.
L’idea alla base di ogni nostra collezione è un concetto più ampio, che si estende all’infanzia in generale, di “bambini vestiti da bambini”. Come lo declinerebbe in un’ottica di arte e design?
Il mio slogan, ispirandomi al vostro per i vestiti, potrebbe essere “bambini in uno spazio per bambini”. L’idea che cerco di portare avanti è esattamente la stessa. Credo fermamente soprattutto che tutto questo sia più semplice di quanto si crede. Credo che noi adulti siamo quello che siamo proprio perché siamo stati bambini. E lo stesso accadrà ai nostri figli. Sul mio blog kidsroomzoom curo da anni una rubrica intitolata “How old r u / quanti anni hai” nella quale tutti i designer, artisti, illustratori che collaborano con noi si presentano al nostro pubblico come se avessero ancora 5 anni.


